Imparare le lingue

Alfred Tomatis ha osservato che ogni lingua utilizza alcune zone di frequenze sonore, chiamate bande passanti. Queste frequenze sono legate all’impedenza dell’aria secondo i luoghi. In effetti, in funzione dell’altitudine, della vegetazione, dell’umidità e di altre caratteristiche geografiche e climatiche, l’aria tenderà a propagare meglio certe frequenze e ad attenuarne altre. Per esempio, in Inghilterra l’aria è un buon conduttore delle frequenze acute ma taglia i suoni gravi.

Fin dai primi mesi, l’orecchio del bambino si specializza ad ascoltare tutti i suoni e i ritmi del suo ambiente linguistico al fine di poterli riprodurre verbalmente. L’orecchio si apre alle frequenze della lingua materna, ma resta chiuso a quelle che non ne fanno parte.

I Francesi e gli Italiani, a causa della loro stretta banda frequenziale, non sono portati naturalmente per le lingue. Al contrario l’orecchio degli Slavi è aperto alla totalità dei suoni, cosa che dà loro una grande facilità per le lingue. Il dono delle lingue non è altro che la capacità di percepire l’insieme dei suoni e dei ritmi al fine di poterli riprodurre senza perdite o distorsioni, cioè senza accento.

D’altra parte, un buon udito non è sufficiente, l’orecchio deve poter analizzare i suoni. Per esempio noi possiamo sentire perfettamente il nostro interlocutore straniero e non essere capaci di ripetere ciò che ci dice. Nello stesso modo, alcuni bambini hanno difficoltà ad integrare la loro lingua materna.

Esistono due muscoli nell’orecchio che si mobilitano nel processo di ascolto. E’ grazie a questi muscoli che noi possiamo selezionare e analizzare i suoni che vogliamo ascoltare. Per ogni lingua viva, i muscoli dell’orecchio lavorano in una maniera adattata alle frequenze della lingua.

In funzione dell’età e della storia personale, l’orecchio può essere più o meno chiuso ai suoni. Le persone che pur udendo bene non riescono ad analizzare i suoni, anche dopo lunghi soggiorni all’estero, hanno delle grandi difficoltà a capire e a parlare una lingua straniera. Esse possono però acquisire una buona conoscenza della lingua scritta.
Grazie alla sua comprensione dell’orecchio e delle caratteristiche proprie di ciascun lingua, Alfred Tomatis ha inventato una tecnica che permette di aprire l’orecchio alle lingue straniere.

Gli apparecchi a “Effetto Tomatis” sono programmati per far lavorare l’orecchio sulle frequenze e i ritmi specifici della lingua desiderata.
Con un numero sufficiente di ore di stimolazione, l’orecchio diviene capace di decodificare i suoni e dare così la possibilità istantanea all’apparato fonatorio di riprodurli con sempre meno accento o distorsioni.

Le sedute di integrazione linguistica alternano CD da ascoltare passivamente a delle sedute di parole e frasi da ripetere con un ritorno della propria voce in cuffia nelle frequenze desiderate. Dei test d’ascolto sono effettuati per seguire i progressi della persona e per programmare il livello delle sedute d'integrazione.

Cosa facciamo

Il metodo prevede un momento valutativo prima del trattamento, tale valutazione è denominata "test d'ascolto". Il bilancio iniziale di ascolto identifica le capacità funzionali dell'orecchio mettendo in evidenza le forze e debolezze. Il test fornisce una comparazione dell'ascolto della persona con un orecchio ideale ben funzionante basata su precisi requisiti, le prove del test d'ascolto forniscono innumerevoli informazioni.