Counseling e Riequilibrio

Che cosa è il Counseling Integrale ?

Il Counseling Integrale è una relazione d’aiuto centrata sulla persona che ha principalmente lo scopo di:

– fornire sostegno in situazioni di difficoltà, crisi, conflitto, disagio relazionale ed esistenziale

– sviluppare percorsi di consapevolezza e di miglioramento del proprio livello di benessere

– favorire la crescita delle risorse e delle capacità per il ritrovamento dell’armonia interiore, della stima e della fiducia

– migliorare la conoscenza di sé

Il Counseling Integrale ad indirizzo olistico è una specializzazione per la relazione d’aiuto che prende ispirazione e fondamento da molteplici studi, ricerche ed esperienze effettuati nel campo della coscienza umana, nell’arco degli ultimi quarant’anni.  Il Counselor Integrale si ispira alla visione dell’Essere Umano e della società all’interno del Paradigma Olistico in cui tutto è considerato organicamente interconnesso. Olistico (da Olos = Intero) è infatti un modo di concepire la realtà, l’essere umano e la vita intera all’interno di un unico modello esistenziale, unitario ed organico.

L’approccio del Counseling Integrale di conseguenza si pone l’obiettivo di prendere in considerazione la totalità dell’Essere Umano nella sua interezza di corpo, mente, emozioni e coscienza in relazione alla vita familiare sociale e planetaria.

Il Counseling Integrale si fonda sul principio che il bisogno di “terapia” (che richiede un professionista specifico), nasce laddove ha fallito l’educazione e pertanto propone un nuovo approccio nella relazione d’aiuto in cui, oltre ad ascoltare e sostenere il Cliente nella risoluzione delle sue difficoltà personali ed emotive, intende offrirgli una serie di strumenti e di esperienze utili a risvegliare in lui l’innata pulsione all’autorealizzazione quale meta della sua esistenza significativa.

Tale meta è raggiungibile mediante un approccio “eclettico”, che fonde in un’unica esperienza integrata la natura psico-fisica del Cliente con la sua essenza coscienziale e spirituale. La relazione d’aiuto quindi è intesa come un “processo educativo assistito” verso una sempre maggior comprensione ed integrazione di sé. La peculiarità unica di questa metodologia è di fondere la pratica del Counseling tradizionale con un percorso di educazione ed iniziazione a varie tecniche per l’armonizzazione psico-energetica e la crescita della consapevolezza come per esempio il metodo A.Tomatis, la pratica del respiro (Rebirthing e Breathwork) e l’Oneness Diksha.

Il Counselor Integrale possiede le conoscenze e le competenze della relazione d’aiuto ed è pertanto in grado di sostenere la persona nella soluzione di temi personali emotivamente significativi o difficoltà esistenziali e/o relazionali di origine psico-emotiva, che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità.  Con la sua attività egli fornisce al Cliente una serie di strumenti cognitivi ed esperienziali per lo sviluppo delle capacità comunicative, dell’intelligenza emotiva e della creatività, per attivare in lui un naturale processo di trasformazione e di crescita evolutiva e ritrovare l’armonia psicofisica e la consapevolezza di sé.

Il Counselor Integrale inoltre tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Con queste premesse le difficoltà non sono più vissute in modo oppositivo ed eventuali manifestazioni metacorporee sono considerate segnali da portare alla luce della consapevolezza per essere accolte e comprese, quali messaggi per ritrovare la direzione della propria crescita ed evoluzione personale.

 

VERTICALITA' E POSTURA DI ASCOLTO 

L’orecchio assicura, grazie ai canali semicircolari una funzione di equilibrio che determina le nostre attitudini posturali. La verticalità favorisce la pienezza dell’ascolto, in quanto tendere l’orecchio è anche tendere il corpo all’ascolto, al fine di offrire all’informazione le zone sensibili del nostro rivestimento cutaneo.

E’ facile tramite l’Orecchio Elettronico provocare sperimentalmente dei cambiamenti di atteggiamento posturale in funzione di particolari modificazioni dell’ascolto. -Imponendo un ascolto ricco in frequenze acute, si osserva, nel momento in cui la fonazione del soggetto si anima, una correlazione posturale impressionante: la colonna vertebrale si allinea, la cassa toracica si apre, il soggetto cerca una migliore attitudine dorsale tramite la rotazione del bacino in avanti, il viso si distende e si mobilizza in maniera armonica. -una curva d’ascolto opposta, invece, che favorisca i gravi, produce una contro-reazione posturale che va in senso inverso alla precedente. Inoltre, il suono che produciamo imprime in permanenza una miriade di piccoli tocchi (pressioni acustiche) su tutto il nostro sistema nervoso periferico.

Il linguaggio sensibilizza progressivamente le zone sensoriali rilevatrici delle onde acustiche della “colata verbale”. Le zone più sensibili a questa informazione si trovano là dove le fibre nervose specializzate nella rilevazione della pressione sono più dense: viso, parte anteriore del torace, addome, palmo della mano, faccia dorsale della mano destra a livello della pinza pollice-indice, l’interno delle membra inferiori, e la pianta del piede. Per quello A.Tomatis diceva che la posizione del loto è la postura la più “in ascolto” perché presenta verso l’altro tutte le parti nervose ricettive del suono. E’ importante anche prendere in considerazione che il consumo energetico relativo al mantenimento della nostra postura è minimo quando il corpo è in equilibrio, dritto e verticale.

 Il nervo pneumogastrico (o nervo vago) estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica. E’ Maestro della vita vegetativa e viscerale, ed Il suo campo neurotico è immenso. All’interno di questo quadro, l’orecchio può giocare un ruolo particolarmente nefasto. Basta che l’orecchio si chiuda, rilasciando la muscolatura del martello e che la staffa non venga più sollecitata. I suoni sono allora trasmessi in maniera molto limitata e vengono analizzati male. Solo le frequenze gravi riescono a passare, trascinando il timpano, molto disteso, in un movimento troppo ampio che per reazione va ad eccitare il ramo auricolare del vago, con tutte le reazioni che ciò produce nella sfera neurovegetativa. Il training audiovocale con l’Orecchio Elettronico aiuta la postura d’ascolto dell’orecchio verso gli acuti.

Il nervo pneumogastrico (o nervo vago) estende la sua antenna sensoriale sulla membrana timpanica.

E’ Maestro della vita vegetativa e viscerale ed Il suo campo neuronico è immenso. All’interno di questo quadro, l’orecchio può giocare un ruolo particolarmente nefasto. Basta che l’orecchio si chiuda, rilasciando la muscolatura del martello e che la staffa non venga più sollecitata.

I suoni sono allora trasmessi in maniera molto limitata e vengono analizzati male. Solo le frequenze gravi riescono a passare, trascinando il timpano, molto disteso, in un movimento troppo ampio che per reazione va ad eccitare il ramo auricolare del vago, con tutte le reazioni che ciò produce nella sfera neurovegetativa. Il training audiovocale con l’Orecchio Elettronico aiuta la postura d’ascolto dell’orecchio verso gli acuti.

Tomatis ha studiato a lungo le funzioni dell'orecchio, scoprendo che principalmente esso è un sistema per produrre ricarica corticale e favorire il potenziale elettrico del cervello. Il suono è trasformato in stimolo nervoso dall'organo dei corti nell'orecchio interno, inviato alla corteccia cerebrale e da lì all'intero organismo per tonificarlo e dinamizzarlo.

Da una parte l’orecchio verticalizza la persona e assicura così il suo massimo rendimento energetico. Da un’altra parte il suono ricevuto è trasformato in impulsi nervosi dalle cellule ciliate dell’apparato cocleovestibolare. Non tutti i suoni però sono adatti a provocare la ricarica corticale. Sulla membrana basilare della coclea, le cellule del Corti sono molto più numerose nella parte riservata alle frequenze acute che nella parte riservata alle frequenze basse.

Così la trasmissione alla corteccia di energia captata è molto più forte quando essa proviene dalla zona degli acuti. I suoni bassi  finiscono spesso per stancare l’individuo, in quanto stimolano delle risposte motrici attraverso la loro azione sul vestibolo che assorbe più energia di quanto ne possa fornire.

Il neonato ad esempio, prima del decimo giorno, è tonico e molto dinamico. Ma di seguito allo svuotamento del liquido amniotico dal suo orecchio medio, entra in una fase molto più calma visto che perde la sua capacità di percepire i suoni delle frequenze acute. L’orecchio ha la funzione di stimolare e caricare  la corteccia con il suo potenziale di stimolazione sensoriale.

 

 

Cosa facciamo

Il metodo prevede un momento valutativo prima del trattamento, tale valutazione è denominata "test d'ascolto". Il bilancio iniziale di ascolto identifica le capacità funzionali dell'orecchio mettendo in evidenza le forze e debolezze. Il test fornisce una comparazione dell'ascolto della persona con un orecchio ideale ben funzionante basata su precisi requisiti, le prove del test d'ascolto forniscono innumerevoli informazioni.