Bambini

All’origine del linguaggio, secondo A.Tomatis, esiste un desiderio che è quello di comunicare con l’altro.

Questo nasce nella ricerca di una situazione conosciuta e vissuta nel grembo materno, e inconsciamente rimpianta. In ogni caso l’influenza della madre sul nascituro è primaria in quanto: “la madre crea il suo bambino, gli dà un nido, lo nutre, lo prepara alla vita attraverso un dialogo costituito da tutti i contatti che ella può avere con lui. La comunicazione sonora è il più importante di questi contatti, soprattutto tramite la voce.Il bambino assorbe tutta la sostanza affettiva di questa voce che parla, ne è impregnato; integra in questo modo il supporto della lingua materna”.

Dopo il parto, per settimane, il bimbo dovrà imparare progressivamente ad aumentare il suo potere d’accomodamento dell’orecchio, lavorando sulla tensione timpanica al fine di ritrovare il contatto che aveva con questa voce che lo cullava nel profondo del suo universo uterino. Attraverso il suono è possibile rinnovare le relazioni primordiali con tutti gli aspetti decondizionanti che una simile esperienza può dare, e potenziare il desiderio di comunicare con l’ambiente circostante, senza il quale non può esserci un buon equilibrio psicologico.

Metodo Tomatis e Dislessia

Le ricerche di Alfred Tomatis sulle cause della dislessia hanno evidenziato che la mancata padronanza del linguaggio scritto è dovuta ad una difficoltà di comunicazione avvenuta nella prima infanzia da parte del bambino. Tomatis considera il linguaggio non solo come sistema di apprendimento linguistico o semantico, ma come il bisogno di comunicare che nasce in tutto il corpo.

La dislessia è un disturbo della comunicazione che si esprime attraverso il linguaggio. Il linguaggio nasce dalla scoperta del sè e dalla capacità di usare con abilità il proprio corpo. I dislessici sono bambini che non arrivano a questa capacità perché non hanno imparato ad ascoltare, non solo attraverso l'udito, ma con tutto il loro corpo.

Il Metodo Tomatis agisce in tre fasi: nella prima fase utilizziamo la voce della madre filtrata per riportarli all'ascolto primordiale, nel ventre materno, lì dove nasce il primo desiderio di comunicare. La seconda fase è quella dello sviluppo dell'articolazione. Ci rivolgiamo a bambini che non riescono ad esprimersi, non articolano, che hanno un modo di parlare infantile, bambini che non vogliono crescere. Qui si procede con la lateralizzazione dell'ascolto, favorendo un aumento dell'abilità, destrezza corporea e fonatoria. La terza fase è centrata sulla migliore espressione e direzione della propria comunicazione.

Mentre il bambino parla, egli "si ascolta meglio".  Questo fa sì che aumenti la sicurezza di sè nelle relazioni interpersonali e nel linguaggio, sia esso scritto, parlato o disegnato. Con il programma Audio - Psico - Fonologico rendiamo la persona attiva nella sua stessa ri-educazione. Essa ritrova ed aumenta la fiducia in sè stessa, con una rinata sensazione di vitalità ed energia.

Bambini ed adulti con problemi di dislessia, apprendimento, concentrazione, iperattività, depressione o autismo, problemi di integrazione sensoriale o con varie difficoltà psicomotorie hanno tratto tangibili benefici da questo Metodo.

Inoltre i bambini con problemi uditivi di percezione e d’integrazione presentano spesso disturbi nel linguaggio e difficoltà di relazionarsi con gli altri. Questi impedimenti possono essere all’origine di molti altri problemi. Il metodo A.Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora ed un intervento pedagogico che ha il fine di migliorare il funzionamento dell’orecchio, la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare.

Metodo Tomatis e Autismo 

Nell’ambito delle applicazioni cliniche del metodo, che vanno dai problemi scolastici e psicologici, da deficit d’attenzione alla sindrome ansiosa, un settore dove esso sta trovando sempre più larga applicazione è la sindrome autistica.

Nel corso delle sue ricerche A.Tomatis si imbatté in un fatto molto interessante: una bambina diagnosticata autistica si trovò ad ascoltare la voce della propria madre, filtrata dall’orecchio elettronico, così come secondo A.Tomatis veniva ascoltata nel grembo materno. Era presente nello studio del Professore la psicanalista francese Françoise Dolto.

Qualche giorno dopo l’esperienza, i genitori comunicarono che la bambina per la prima volta aveva accettato un contatto fisico spontaneo con la madre. Da quel momento, iniziò per la bambina la possibilità di intraprendere nuove terapie che richiedevano un contatto fisico ed uno scambio emotivo tra terapeuta e paziente.

Oggi, il metodo è utilizzato come metodologia di supporto all’autismo. In alcuni casi, esso si è dimostrato di notevole aiuto per migliorare lo stato psicologico e la vita di relazione del paziente che presenta questa sindrome.

La dottoressa Joan Neysmith-Roy del dipartimento di psicologia dell’università di Regina, in Canada, ha condotto recentemente una ricerca su sei bambini tra i 4 e gli 11 anni, diagnosticati autistici. La ricerca è stata pubblicata recentemente sul South-African Journal of Psychology. In questo studio i sei bambini ricevettero il metodo Tomatis al fine di migliorare il loro comportamento difficile che aveva contribuito alla diagnosi di autismo. Tutti i sei bambini erano considerati autistici profondi. Tre di questi, cioè il 50 % di essi, mostrò cambiamenti positivi dopo il trattamento. Di questi tre uno non fu più considerato autistico, mentre gli altri due passarono da uno stato di autismo profondo ad una forma di autismo più lieve.

Di particolare fu, che cinque dei sei bambini trattati mostrarono anche un significativo miglioramento nei comportamenti dell’area prelinguistica, come l’adattabilità al cambiamento, la capacità d’ascolto, la comunicazione non verbale e la capacità di risposta emotiva.

Molte famiglie di bambini autistici hanno notato che il metodo A.Tomatis porta ad una migliore qualità della vita grazie alla stimolazione dello sviluppo dei prerequisiti dell’apprendimento, rendendoli più capaci di beneficiare dei programmi specializzati di socializzazione e di educazione.

I disturbi infantili più frequenti possono riguardare uno o più tra i seguenti aspetti: espressione orale, concentrazione e memoria, difficoltà di linguaggio, difficoltà scolastiche, posturologia, motricità, dinamizzazione.

Il Metodo Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora ed un intervento pedagogico che ha il fine di migliorare il funzionamento dell’orecchio, la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare, imparare, la consapevolezza corporea, il controllo audiovocale e motorio.

Migliorando l’ascolto si ha l’opportunità di migliorare la qualità, la fluidità, la modulazione e l’articolazione della voce, con un grande beneficio per se e per chi ascolta. L’interesse nel campo dell’insegnamento e del lavoro è vasto. Una voce che trasmette energia e interesse invita più naturalmente all’ascolto.

Attraverso una musica filtrata da un’apparecchiatura detta “Orecchio Elettronico”, si stimola la muscolatura dell’orecchio, vera porta d’ingresso del sistema nervoso, portandolo ad acuire la capacità di attenzione su determinate frequenze che altrimenti vengono ignorate, ottenendo un miglioramento nella postura fisica e psicologica, nel linguaggio orale e scritto, nella concentrazione e nella vita di relazione.

I bambini con difficoltà uditive di percezione e di integrazione presentano spesso i seguenti sintomi:

  • Disturbi del linguaggio
  • Iperacusia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Difficoltà di relazionarsi con gli altri
  • Dislessia
  • Discalculia

Questi impedimenti possono essere all’origine di molti altri disturbi. Per gli adulti, la conseguenza di problemi uditivi si manifesta anche spesso sotto forma di difficoltà di comunicazione, disturbi psichici, acufeni o altri sintomi.

Un buon orecchio dà la possibilità di una buona qualità e tonalità di voce. E’ l’orecchio che ci permette di ascoltare, parlare, cantare, leggere, scrivere e imparare.

L’orecchio ci permette di udire, ma la sua funzione vestibolare ci permette di controllare equilibrio, coordinazione, verticalità e tono muscolare. Il tatto, la visione, l’udito sono sotto il controllo del sistema cocleovestibolare.

A.Tomatis fa notare come le alte frequenze siano stimolanti ed energetiche per il cervello, mentre le basse lo privano di energia. Quando il cervello è “carico” riusciamo a concentrarci, memorizzare, imparare, lavorare per molto tempo, quasi senza sforzo.

L’orecchio umano è in grado di svolgere funzioni importanti:

  • Distinguere suoni alti e bassi
  • Elaborare i suoni senza distorsione
  • Percepire l’origine dei suoni nell’ambiente
  • Scegliere i suoni che vogliamo ascoltare (concentrazione)
  • Portare energia al cervello tramite il segnale nervoso del suono (ricarica corticale)
  • Integrare e coordinare le informazioni provenienti dal movimento dei muscoli
  • Mantenere l’equilibrio e il rapporto con la gravità
  • Stimolare e mantenere l’equilibrio neurovegetativo
  • Controllare la fonazione e l’abilità musicale
A qualsiasi età e per qualsiasi motivo queste funzioni possono essere alterate (malattie, incidenti, traumi emotivi), ne conseguono difficoltà di apprendimento, mancanza di motivazione, facile stancabilità ed a volte depressione. Grazie a questo metodo, se non sono presenti danni neurosensoriali, è possibile ridare all’orecchio la sua efficienza originaria.

Il metodo è stato rigorosamente testato da scienziati e presentato all’Accademia delle Scienze e all’Accademia di Medicina di Parigi (1957-1960). Esso è risultato molto efficace nel trattamento delle difficoltà di apprendimento e nei problemi di comportamento.

Migliora in maniera significativa:

  •  Le abilità linguistiche (qualità verbale, lettura e comprensione)
  • Le capacità d’ascolto, memoria, attenzione, concentrazione
  • Le capacità comunicative
  • Le capacità di adattamento personali e sociali
  • Le capacità psicomotorie
  • L’abilità cognitiva

Con l’orecchio tutto il corpo ascolta. Quando si ascolta bene, si diventa coscienti anche della propria postura. Il training audiovocale permette di ottenere una corretta postura d’ascolto. La schiena si raddrizza, la testa prende la giusta distanza dalle spalle con collo e mascella rilassati; il torace si apre e favorisce una respirazione più ampia.

A.Tomatis mette anche in evidenza il fatto che abbiamo un orecchio dominante. L’orecchio destro tratta le informazioni uditive più rapidamente dell’orecchio sinistro. Chi è destro d’orecchio è in grado di controllare meglio diversi parametri che regolano la voce e la parola: intensità, timbro, frequenza, ritmo e lo scorrere della frase. Il metodo A.Tomatis permette di imparare ad utilizzare l’orecchio destro in maniera più efficace.

Bambini ed adulti con problemi di dislessia, apprendimento, concentrazione, iperattività, problemi di integrazione sensoriale o con varie difficoltà psicomotorie hanno tratto tangibili benefici da questa metodologia.

Inoltre i bambini con problemi uditivi di percezione e d’integrazione presentano spesso disturbi nel linguaggio e difficoltà di relazionarsi con gli altri. Questi impedimenti possono essere all’origine di molti altri problemi. Il metodo A.Tomatis è una tecnica di stimolazione sonora ed un intervento pedagogico che ha il fine di migliorare il funzionamento dell’orecchio, la comunicazione verbale, il desiderio di comunicare.

Molti hanno menzionato l’impatto psicologico del metodo, riferendo di un’accresciuta fiducia in se stessi, un migliorato livello di motivazione ed energia e una maggiore chiarezza di pensiero e senso di benessere, sentendosi più creativi ed efficaci, anche nel lavoro.

Cosa facciamo

Il metodo prevede un momento valutativo prima del trattamento, tale valutazione è denominata "test d'ascolto". Il bilancio iniziale di ascolto identifica le capacità funzionali dell'orecchio mettendo in evidenza le forze e debolezze. Il test fornisce una comparazione dell'ascolto della persona con un orecchio ideale ben funzionante basata su precisi requisiti, le prove del test d'ascolto forniscono innumerevoli informazioni.